Mancato mantenimento: un’indagine sull’attività lavorativa dell’ex marito a Roma

Un caso reale a Roma: l’ex marito non versa il mantenimento e dichiara di non lavorare. Un’indagine documenta la sua attività in un locale di ristorazione, fornendo alla cliente elementi concreti da sottoporre al proprio avvocato.

CASI REALI

Davide Centurioni – Investigatore privato a Roma

9/7/20262 min read

Uomo apre con le chiavi un locale di ristorazione a Roma; scritta “Caso reale”.
Uomo apre con le chiavi un locale di ristorazione a Roma; scritta “Caso reale”.

Mancato mantenimento: un’indagine sull’attività lavorativa dell’ex marito a Roma

I nomi sono di fantasia e alcuni dettagli personali sono stati omessi per tutelare la riservatezza delle persone coinvolte.

Giulia si è rivolta alla nostra agenzia su indicazione del suo avvocato. L’ex marito, che chiameremo Marco, da tempo non versava il mantenimento, sostenendo di essere senza lavoro e di non poter provvedere al pagamento. Dal matrimonio era nato un figlio, ancora minorenne.

La cliente ci ha riferito un’informazione ricevuta da una persona amica: Marco avrebbe lavorato in un locale nel centro di Roma. L’incarico aveva quindi un obiettivo preciso: verificare se svolgesse effettivamente un’attività lavorativa e documentare gli eventuali riscontri.

Gli accertamenti presso il locale

I controlli si sono concentrati su un esercizio di ristorazione che serviva piatti pronti. Nel corso dell’indagine, Marco è stato osservato in più occasioni all’interno del locale mentre serviva i clienti.

Le osservazioni ripetute hanno permesso di documentare lo svolgimento di mansioni lavorative, andando oltre la semplice presenza nell’esercizio commerciale.

Un ulteriore riscontro ha riguardato l’apertura del locale. In diverse mattine, Marco è stato visto arrivare e aprire l’attività utilizzando chiavi in suo possesso. Aveva quindi la possibilità di accedere autonomamente ai locali e ne effettuava personalmente l’apertura.

La disponibilità delle chiavi non era sufficiente a definirne il ruolo o a stabilire se fosse titolare dell’attività. Si trattava, tuttavia, di un elemento utile da considerare insieme alle mansioni svolte a contatto con la clientela.

La documentazione dei risultati

Al termine degli accertamenti abbiamo redatto una relazione investigativa, riportando le attività osservate e la documentazione raccolta.

Le risultanze evidenziavano che Marco, pur dichiarando alla cliente di non lavorare, svolgeva attività all’interno del locale: era stato visto più volte servire i clienti e, in diverse occasioni, provvedere all’apertura dell’esercizio.

L’indagine non consentiva, da sola, di determinare il suo reddito o la natura del rapporto contrattuale. Forniva però elementi concreti sull’attività svolta, che Giulia poteva sottoporre al proprio avvocato per le valutazioni del caso.

L’utilità dell’indagine in caso di mancato mantenimento

In questo caso, gli accertamenti hanno permesso di verificare una segnalazione e documentare una situazione diversa da quella riferita dall’ex marito.

Il lavoro si è concluso con la consegna della relazione alla cliente. Le successive valutazioni e le eventuali iniziative spettano al legale, sulla base delle risultanze investigative e degli altri elementi disponibili.

Se l’ex coniuge non versa il mantenimento e sostiene di non lavorare, un approfondimento investigativo può aiutare a verificare la situazione. Contattaci per valutare il tuo caso e l’utilità degli accertamenti, in coordinamento con il tuo avvocato.